Apri il computer. Un potenziale cliente ti chiede: “Quanto costa un logo?”. Esiti. €300? €800? €2.000? La risposta che dai in quel momento può determinare se lavorerai sottopagato per i prossimi mesi o se costruirai un’attività sostenibile.
Il pricing è il problema numero uno per i grafici freelance. Non la competenza tecnica. Non il portfolio. Il prezzo che chiedi. Troppo basso e attrai clienti che non rispettano il tuo lavoro, chiedono modifiche infinite, pagano in ritardo. Troppo alto senza sapere come giustificarlo, e perdi progetti anche quando sei il candidato migliore.
Ho formato oltre 900 freelance in Accademia Freelance. Ho visto grafici passare da €300 a progetto a €3.000 in sei mesi, semplicemente cambiando il modo in cui strutturano e presentano le tariffe. Altri, con competenze tecniche superiori, rimangono bloccati a €500-800 perché non sanno comunicare il valore.
In questo articolo ti mostro il sistema completo per definire le tue tariffe grafiche nel 2025: come calcolare la tariffa minima di sopravvivenza, come passare dal prezzo orario al valore del progetto, e soprattutto come posizionarti per chiedere €2.000-5.000+ a progetto senza perdere clienti. Niente teoria astratta: solo metodi concreti testati da centinaia di designer che oggi fatturano stabilmente oltre €5.000 al mese.
Indice
- Quanto guadagna un grafico freelance in Italia nel 2025
- Il problema della tariffa oraria: come limita il fatturato del freelance
- Come calcolare la tariffa minima da grafico freelance
- Come passare dalla tariffa oraria al valore del progetto
- Listino prezzi grafico freelance 2025: tutti i servizi
- Offerte grafiche a pacchetto vs progetti singoli: cosa funziona meglio
- Come chiedere tariffe alte da grafico senza perdere clienti
- Quando e come aumentare le tariffe da grafico freelance
- Trasforma le tariffe in un business prevedibile: il sistema completo
- Risorse gratuite per grafici freelance
- Domande Frequenti (FAQ) sulle tariffe grafiche
Quanto guadagna un grafico freelance in Italia nel 2025
Parliamo di numeri reali. La maggior parte dei grafici freelance in Italia fattura tra €15.000 e €25.000 all’anno. Significa €1.200-2.000 al mese lordi. Togli le tasse (circa 30% in regime forfettario) e rimangono €850-1.400 netti mensili.
Con queste cifre, lavorare da freelance diventa più precario del lavoro dipendente, senza nessuno dei benefit (ferie pagate, malattia, TFR). Il risultato? Molti abbandonano dopo 18-24 mesi e tornano a cercare lavoro in agenzia.
Perché i grafici freelance guadagnano poco in Italia
Il problema non è la competenza tecnica. Il mercato italiano ha grafici eccellenti. Il problema è nel modello di business e nel posizionamento. La maggior parte dei designer freelance commette tre errori fondamentali che mantengono le tariffe artificialmente basse.
Primo errore: competere sul prezzo. Guardano cosa chiedono i competitor, fanno una media, e abbassano leggermente per essere “competitivi”. Risultato: una gara al ribasso dove vince chi accetta di lavorare per meno. Un logo a €200, un biglietto da visita a €50, un’identità visiva completa a €800.
Secondo errore: vendere tempo invece che valore. “€25 all’ora” o “€200 al giorno” comunicano immediatamente che sei una risorsa intercambiabile, non un professionista specializzato. Il cliente pensa: “Quanto tempo ci metti?” invece di “Quanto vale per me questo progetto?”.
Terzo errore: proporsi come generalisti. “Faccio loghi, brochure, packaging, web design, illustrazione, fotoritocco” sembra versatilità ma comunica dilettantismo. Il mercato B2B premia la specializzazione verticale: vuole l’esperto in brand identity per hotel di lusso, non il grafico che fa un po’ di tutto.
Riepilogo rapido:
- La media italiana è troppo bassa per vivere bene: €1.200-2.000 lordi al mese non sono sostenibili a lungo termine
- Competere sul prezzo attrae i clienti peggiori: quelli che scelgono solo in base al costo sono gli stessi che non pagano, chiedono modifiche infinite, non rispettano il lavoro
- Il generalismo svaluta: “faccio tutto” comunica che non sei esperto in niente di specifico
Quanto guadagna un grafico freelance di successo (e come fa)
Esistono grafici freelance in Italia che fatturano stabilmente €50.000-100.000+ all’anno. Non sono necessariamente i più bravi tecnicamente. Sono quelli che hanno capito tre cose: specializzazione verticale, pricing basato sul valore, sistema di acquisizione clienti prevedibile.
Marco L., brand designer, era bloccato da anni. Il suo fatturato era fermo a €3.000 al mese e gli mancavano stimoli e visione per il futuro. “Ero fermo, non crescevo più,” dice. Stesso tipo di progetti, stessi clienti, stessa routine che non portava da nessuna parte.
Il cambiamento è arrivato quando ha smesso di proporsi come “brand designer disponibile” e ha iniziato a posizionarsi come specialista in rebranding per aziende artigianali che vogliono passare al digitale. Ha ridefinito completamente il suo metodo di lavoro, è diventato più organizzato e ha implementato un sistema chiaro per raggiungere obiettivi specifici.
In 8 mesi ha più che raddoppiato il fatturato: da €3.000 a €7.000 al mese. Ma il vero cambio è stato nel tipo di progetti e clienti. Non più loghi da €400, ma progetti di rebranding completi da €3.500-5.000 con clienti che apprezzano il lavoro strategico oltre a quello esecutivo.
“Il confronto con il mio business coach è stato fondamentale per darmi la motivazione e la spinta all’azione. Mi ha aiutato a uscire dalla routine e tornare a crescere.”
Lezione chiave: Il fatturato si sblocca quando smetti di vendere “grafica” e inizi a vendere “trasformazione per una nicchia specifica”.
Prossimo passo: Identifica i 3 progetti migliori che hai realizzato nell’ultimo anno. Cosa avevano in comune? Settore? Tipo di cliente? Problema risolto? Scrivi le similarità. (10 minuti)
Il problema della tariffa oraria: come limita il fatturato del freelance
La tariffa oraria è il primo grande ostacolo alla crescita di un grafico freelance. Sembra il modo più logico per fare pricing: calcoli quanto tempo ci vuole, moltiplichi per la tua tariffa oraria, hai il prezzo. Semplice, trasparente, equo.
Peccato che questo approccio abbia tre problemi strutturali che mantengono basso il tuo fatturato indipendentemente da quanto sei bravo.
Problema 1: il tetto massimo
La giornata ha 24 ore. Anche lavorando 10 ore al giorno, 6 giorni a settimana, 50 settimane all’anno (ipotesi già irrealistica), hai un massimo di 3.000 ore fatturabili annue. A €30/ora fai €90.000 lordi. A €50/ora arrivi a €150.000.
Sembra tanto? Considera che non tutte le ore sono fatturabili. Amministrazione, contabilità, acquisizione clienti, gestione email, aggiornamento portfolio: tutte attività necessarie ma non fatturabili. Realisticamente, un freelance fattura il 60-70% delle ore lavorate.
Quindi quelle 3.000 ore diventano 1.800-2.100 ore fatturabili. A €30/ora: €54.000-63.000 lordi annui. A €50/ora: €90.000-105.000. E questo lavorando praticamente sempre, senza vere vacanze, bruciandoti nel medio periodo.
Problema 2: penalizza l’efficienza
Più diventi bravo, più velocemente completi i progetti. Sembra un vantaggio, vero? Con la tariffa oraria è una condanna. Un logo che a inizio carriera ti richiedeva 12 ore, dopo 3 anni lo completi in 4 ore. Stesso risultato finale, stesso valore per il cliente, ma guadagni un terzo.
Il modello orario premia la lentezza, non l’expertise. È un sistema assurdo dove migliorare le tue competenze significa guadagnare meno per lo stesso lavoro.
Problema 3: comunica commodity
Quando presenti una proposta con “€35/ora per circa 15 ore = €525”, stai comunicando al cliente che sei una risorsa intercambiabile. Possono confrontare la tua tariffa oraria con quella di altri 10 grafici e scegliere il più economico.
Non stai vendendo il risultato (una brand identity che comunica professionalità e attrae il target giusto), stai vendendo tempo. E il tempo è una commodity che si compra al prezzo più basso possibile.
Riepilogo rapido:
- La tariffa oraria mette un tetto ai guadagni: anche a €50/ora, lavorando sempre, difficilmente superi €60-70k netti annui
- Penalizza chi diventa più bravo: più sei efficiente, meno guadagni per lo stesso risultato
- Ti posiziona come commodity: il cliente confronta il tuo €35/ora con altri €30/ora e sceglie il più economico
Alba D., art director e brand designer, lavorava da 5 anni come dipendente in agenzia. Voleva libertà nella scelta dei clienti, nei progetti, nell’organizzazione del tempo. Ma aveva paura: come definire i prezzi senza il “sicuro” della tariffa oraria dell’agenzia?
Si è licenziata e ha iniziato come freelance con un approccio completamente diverso: niente tariffe orarie, solo pacchetti a progetto basati sul valore. Ha strutturato offerte chiare con pricing fisso, ha superato l’insicurezza nel chiedere prezzi alti applicando le strategie di pricing basato sul valore, ha creato pacchetti che comunicavano trasformazione invece che ore di lavoro.
Risultato in 6 mesi: ha superato l’obiettivo iniziale di €4.000/mese, arrivando a €4.800 mensili stabili. Ha anche chiuso un contratto ricorrente per gestione social a €950/mese. Ora sceglie i clienti, lavora su progetti che la interessano, fa sport e viaggia quando vuole.
Il passaggio da dipendente con stipendio fisso a freelance con fatturato superiore è avvenuto eliminando completamente il concetto di tariffa oraria dal suo business.
Prossimo passo: Calcola quante ore fatturabili hai realmente. Prendi il mese scorso: ore totali lavorate, togli amministrazione/email/acquisizione clienti. Dividi il fatturato del mese per le ore effettivamente fatturabili. Quella è la tua vera tariffa oraria. Ti piace? (15 minuti)
Come calcolare la tariffa minima da grafico freelance
Prima di parlare di quanto puoi o dovresti chiedere, devi sapere quanto ti serve per sopravvivere. Questo non è il tuo obiettivo, è il tuo pavimento assoluto: sotto questa cifra stai lavorando in perdita.
Il metodo del costo della vita
Il calcolo è semplice ma molti grafici non lo fanno mai. Poi si ritrovano a fine anno senza soldi nonostante abbiano lavorato tutto l’anno. Ecco come farlo correttamente.
Passo 1: Calcola le tue spese mensili totali
Elenca tutto ciò che spendi in un mese medio:
- Affitto o mutuo
- Bollette (luce, gas, acqua, internet, telefono)
- Spesa alimentare
- Trasporti (benzina, assicurazione auto, mezzi pubblici)
- Salute (assicurazione, medicine, dentista)
- Tempo libero (palestra, hobby, uscite)
- Abbigliamento
- Spese impreviste (mediamente €100-200/mese da accantonare)
Esempio realistico per un grafico single in città media italiana: €1.500-1.800 al mese.
Passo 2: Calcola il costo annuo lordo necessario
Moltiplica le spese mensili per 12. Nel nostro esempio: €1.500 x 12 = €18.000 netti annui necessari.
Ora devi aggiungere le tasse. In regime forfettario (il più comune per grafici freelance) le tasse sono circa il 30% del fatturato lordo tra imposta sostitutiva (15% o 5% primi 5 anni), contributi INPS (circa 26% ma calcolati su fatturato ridotto), e altre spese.
Formula: Fatturato Lordo Necessario = Spese Nette Annue / 0,70
Nel nostro esempio: €18.000 / 0,70 = €25.714 lordi annui necessari.
Passo 3: Calcola le ore operative annue
Un anno ha 365 giorni. Togli weekend (104 giorni), ferie (15-20 giorni), festività (10 giorni), malattia (5 giorni stimati). Rimangono circa 230 giorni lavorativi.
Ma non tutte le ore lavorate sono fatturabili. Devi dedicare tempo a:
- Amministrazione e contabilità
- Acquisizione clienti (outreach, call, preventivi)
- Gestione email e comunicazioni
- Aggiornamento portfolio e social
- Formazione
Realisticamente, il 25-30% del tempo va in attività di gestione non fatturabili. Se lavori 8 ore al giorno, 6 ore sono fatturabili.
Calcolo: 230 giorni x 6 ore = 1.380 ore operative annue.
La tariffa minima di sopravvivenza
Ora dividi il fatturato lordo necessario per le ore operative:
€25.714 / 1.380 ore = €18,63 all’ora
Questa è la tua tariffa oraria minima assoluta. Sotto questa cifra stai lavorando in perdita. Non copri nemmeno le spese base della tua vita.
E ricorda: questo calcolo è per SOPRAVVIVERE, non per vivere bene. Non include risparmi, investimenti, vacanze vere, progetti personali. È il minimo indispensabile.
Schema di calcolo rapido:
Spese mensili: €X
Spese annue nette: €X * 12 = €Y
Fatturato lordo necessario: €Y / 0,70 = €Z
Ore operative annue: 230 giorni * 6 ore = 1.380 ore
Tariffa oraria minima: €Z / 1.380
Dalla tariffa minima alla tariffa obiettivo: sopravvivenza vs prosperità
La tariffa minima di sopravvivenza ti dice dove non puoi scendere. Ma il tuo obiettivo non deve essere sopravvivere. Deve essere prosperare. Quindi calcoliamo anche la tariffa obiettivo.
Chiediti: quanto vorrei guadagnare all’anno? Un obiettivo realistico per un grafico freelance con 2-3 anni di esperienza è €40.000-50.000 netti annui. Applicando lo stesso metodo:
€40.000 netti / 0,70 = €57.143 lordi necessari
€57.143 / 1.380 ore = €41,41 all’ora
Questa è la tua tariffa oraria obiettivo per raggiungere uno standard di vita confortevole.
Importante: Questa tariffa oraria serve SOLO per i tuoi calcoli interni. Non la comunichi mai al cliente. La usi per valutare se un progetto vale la pena, ma al cliente presenti sempre pacchetti a prezzo fisso basati sul valore.
Prossimo passo: Apri un foglio Excel o Google Sheets. Crea le colonne: Spese Mensili, Spese Annue Nette, Fatturato Lordo Necessario, Ore Operative, Tariffa Minima. Compila con i tuoi numeri reali. Salva il file, lo userai spesso. (20 minuti)
Come passare dalla tariffa oraria al valore del progetto
Ora che conosci la tua tariffa minima e obiettivo, arriva il passaggio cruciale: smettere di pensare in termini di ore e iniziare a pensare in termini di valore generato.
Questo shift mentale è ciò che distingue i grafici che fatturano €2.000 al mese da quelli che superano €5.000-8.000. Non è una differenza di competenza tecnica. È una differenza di posizionamento e pricing strategy.
Cosa significa pricing basato sul valore
Il prezzo basato sul valore non dipende dal tempo che ci metti, ma da quanto vale il risultato per il cliente. Due domande fondamentali:
1. Quanto vale per il cliente risolvere questo problema?
2. Quanto potrebbe guadagnare o risparmiare grazie al tuo lavoro?
Esempio concreto: un ristorante sta per aprire e ha bisogno di brand identity completa (logo, biglietti da visita, menu, insegna, social media templates). Con il modello orario pensi: “Ci vorranno circa 25 ore, a €40/ora faccio €1.000”.
Con il modello basato sul valore pensi: “Questo ristorante investirà €150.000 nel locale. La brand identity sarà la prima impressione su ogni cliente per i prossimi 5-10 anni. Una brand identity professionale può aumentare il valore percepito del ristorante, permettendo prezzi più alti e attirando clientela di qualità. Che valore ha questo per il proprietario?”
La risposta non è €1.000. È €3.500-5.000.
Come calcolare il valore dei tuoi servizi grafici
Il valore può essere tangibile o intangibile. Devi imparare a quantificare entrambi.
Valore tangibile (misurabile in denaro):
- Aumento di vendite: un e-commerce con brand identity professionale converte il 30-50% in più
- Risparmio di tempo: materiali di marketing ben strutturati fanno risparmiare ore al team interno
- Efficienza operativa: packaging ben progettato riduce costi di produzione
- Posizionamento premium: brand identity di lusso permette prezzi più alti
Valore intangibile (percezione e status):
- Credibilità professionale: un’azienda con brand identity dilettantistica perde fiducia prima ancora di parlare con i clienti
- Orgoglio del proprietario: il fondatore che presenta la sua azienda con materiali professionali si sente diverso
- Coerenza e riconoscibilità: essere immediatamente identificabili nel proprio mercato
- Differenziazione dalla concorrenza: emergere in un mercato saturo
Durante la chiamata di vendita, devi scoprire questi elementi. Non vendi “un logo”, vendi “l’identità visiva che permetterà alla tua azienda di essere percepita come leader nel settore luxury hospitality”.
Il contesto moltiplica il valore del tuo lavoro da grafico freelance
Lo stesso servizio ha valore diverso in contesti diversi. Una bottiglia d’acqua costa €0,20 al supermercato, €1 al bar, €3 in aereo, €50 nel deserto. È sempre la stessa acqua. Cambia solo il contesto e il valore percepito.
Un logo per un negozio di quartiere vale €800-1.200. Lo stesso logo per una startup tech che ha appena ricevuto €500.000 di investimento vale €3.000-5.000. Stessa competenza tecnica, stesso tempo impiegato, valore completamente diverso.
Quindi: vendi a chi ha budget e percepisce alto valore. Non cercare di convincere il negozio di quartiere a pagare €3.000. Trova la startup che ha budget e per cui €3.000 sono un investimento minimo rispetto al capitale disponibile.
Riepilogo rapido:
- Il prezzo basato sul valore non dipende dalle tue ore: dipende da quanto vale il risultato per quel cliente specifico in quel contesto specifico
- Quantifica sempre valore tangibile e intangibile: aumenti di revenue, risparmi di tempo, credibilità, posizionamento premium
- Lo stesso servizio vale 3-10x di più in contesti diversi: scegli clienti con budget adeguato invece di svenderti
Simone Z., graphic designer, era un ex dipendente in disoccupazione. “Non volevo tornare in azienda, ma non avevo idea di come fare il freelance,” racconta. Zero guadagni, zero clienti, zero competenze di business. Partiva letteralmente da zero.
Il primo passo è stato abbandonare l’idea di vendere “grafica a ore” e imparare a creare offerte high-ticket basate sul valore. Ha studiato come strutturare proposte che i clienti non potevano rifiutare, ha imparato a posizionarsi come professionista di valore invece che come “grafico economico”, ha applicato pricing aggressivo fin dall’inizio invece di iniziare basso.
Risultato in 3 mesi: da zero è arrivato a chiudere €35.000 di contratti, con obiettivo di €75.000 nel primo anno. Non progetti da €300, ma offerte strutturate da €3.000-8.000.
“Ho imparato a fare delle offerte che non potevano essere rifiutate. Sono passato da ex dipendente a freelance con contratti importanti in pochi mesi.”
Lezione chiave: Non serve anni di esperienza per chiedere prezzi alti. Serve il posizionamento giusto e offerte strutturate sul valore.
Prossimo passo: Prendi il tuo ultimo progetto completato. Scrivi: 1) Quanto hai fatturato, 2) Quanto tempo hai impiegato, 3) Quale valore tangibile ha generato per il cliente (più vendite? Risparmio tempo? Posizionamento?), 4) In base al valore, quanto avresti dovuto chiedere? (30 minuti)
Listino prezzi grafico freelance 2025: tutti i servizi
Ora parliamo di numeri concreti. Quanto dovresti chiedere nel 2025 per i vari servizi grafici? Attenzione: queste cifre sono indicative e vanno adattate in base a specializzazione, esperienza, nicchia di mercato e valore generato.
Tariffe logo design e brand identity 2025
Logo base (solo simbolo + logotipo):
- Entry level (0-2 anni esperienza): €500-1.000
- Mid level (2-5 anni esperienza): €1.200-2.500
- Senior (5+ anni, specializzato): €2.500-5.000+
Brand identity completa (logo + palette colori + tipografia + applicazioni base):
- Entry level: €1.500-2.500
- Mid level: €3.000-5.000
- Senior/specializzato: €5.000-12.000+
Rebranding completo (revisione identità esistente + nuovi materiali):
- Mid level: €4.000-8.000
- Senior/specializzato: €8.000-20.000+
Listino 2025 per materiali grafici di comunicazione
Biglietti da visita:
- Design standard: €150-300
- Design premium: €300-600
Brochure/Flyer:
- Singola pagina: €250-500
- Multipagina (8-16 pagine): €800-2.000
- Catalogo complesso (30+ pagine): €2.500-6.000
Presentazione aziendale (PowerPoint/Keynote):
- Template base (10-15 slide): €400-800
- Presentazione custom completa: €1.200-3.000
Quanto costa il design di un packaging
Packaging prodotto singolo:
- Design base: €800-1.500
- Design complesso con die-cut: €1.500-3.500
- Linea completa packaging (3-5 prodotti): €3.000-8.000
Tariffe web design e social media 2025
Social media templates:
- Set base (5-10 template): €300-600
- Set completo mensile: €600-1.200
UI design per app/sito (solo design, no sviluppo):
- Landing page: €800-1.500
- Sito 5-10 pagine: €2.000-4.000
- App mobile (10-20 schermate): €3.000-8.000
3 fattori che aumentano le tariffe di un grafico freelance
Questi prezzi sono un punto di partenza, non regole assolute. Tre fattori possono giustificare prezzi più alti:
1. Specializzazione verticale: Un designer specializzato in packaging per brand luxury può chiedere 2-3x la media. La nicchia premia sempre.
2. Valore del cliente: Una startup tech con €500.000 di funding ha budget diverso da una PMI tradizionale. Adatta il pricing al contesto.
3. Risultati dimostrabili: Se hai case study che dimostrano incrementi di conversione del 40%, puoi chiedere molto di più di chi non ha dati.
E ricorda: questi sono prezzi per progetti singoli. I pacchetti che vedremo dopo hanno margini ancora più alti.
Prossimo passo: Confronta il listino con i tuoi ultimi 10 progetti. Quanti erano sopra la media del tuo livello? Quanti sotto? Identifica i 3 servizi che vendi più spesso e assicurati che il prezzo sia almeno nella fascia media del tuo livello. (20 minuti)
Offerte grafiche a pacchetto vs progetti singoli: cosa funziona meglio
Vendere servizi singoli (“un logo costa €X”) è l’approccio più comune ma anche il meno redditizio. I pacchetti strutturati generano più valore per il cliente e margini più alti per te.
Perché i servizi grafici a pacchetto aumentano il tuo fatturato medio
Primo vantaggio: aumenti il valore percepito. Invece di “logo €1.200”, proponi “Brand Starter Package: logo + biglietti visita + template social + brand guidelines = €2.800”. Stesso logo, ma inserito in un sistema completo che ha valore maggiore della somma delle parti.
Secondo vantaggio: semplif ichi la decisione. Il cliente non deve scegliere tra 15 servizi singoli. Scegli tra 2-3 pacchetti chiari. “Package A per startup in fase early, Package B per aziende in crescita, Package C per rebranding completo”. Più facile decidere, più alta la conversion.
Terzo vantaggio: aumenti fatturato per cliente. Con servizi singoli chiudi €800-1.200. Con pacchetti chiudi €2.500-5.000. Stesso numero di clienti, fatturato triplo.
Come strutturare i pacchetti per servizi di grafica
La struttura ideale prevede 3 livelli di offerta: Base, Professionale, Premium. Il cliente sceglie in base al budget, ma anche il “Base” deve essere profittevole per te.
Esempio – Brand Identity Packages:
Package Base – Brand Essentials (€2.200):
- Logo design (3 concept + 2 round revisioni)
- Palette colori (5 colori principali)
- Font selection (1 primario + 1 secondario)
- Biglietti da visita (fronte/retro)
- File finali in tutti i formati
- Consegna: 2-3 settimane
Package Professionale – Brand Complete (€4.500):
- Tutto del Package Base +
- Brand guidelines (documento 10-15 pagine)
- Carta intestata + busta
- Template presentazione (15 slide)
- Social media templates (10 template Instagram/LinkedIn)
- 1 anno di assistenza per adattamenti
- Consegna: 3-4 settimane
Package Premium – Brand Mastery (€8.500):
- Tutto del Package Professionale +
- Ricerca competitiva e positioning
- Workshop strategico (4 ore)
- Packaging design (1 prodotto)
- Mini sito web design (landing page)
- Brand story e messaging framework
- Training team su uso brand (2 ore)
- Consegna: 5-6 settimane
La psicologia dei 3 pacchetti
Quando presenti 3 opzioni, la maggior parte dei clienti sceglie quella centrale. Il Premium serve principalmente per far sembrare il Professionale un ottimo affare. Ma alcuni clienti sceglieranno comunque il Premium, aumentando il tuo fatturato medio.
Inoltre, puoi usare il Base come “downsell”: se un cliente esita sul Professionale per budget, hai un’alternativa invece di perdere completamente il progetto.
Bonus e garanzie aumentano il valore dei tuoi servizi grafici
I bonus ben strutturati aumentano il valore percepito senza aumentare il tuo carico di lavoro. Esempi efficaci:
- “Template email firma personalizzata” (ti costa 15 minuti)
- “Checklist uso colori per fornitori stampa” (hai già il template)
- “1 ora di consulenza uso brand entro 3 mesi” (raramente viene usata ma ha valore percepito alto)
- “Priorità revisioni urgenti per 6 mesi” (costo zero, valore percepito alto)
Le garanzie riducono il rischio percepito. Esempi:
- “Se non sei soddisfatto dopo il primo concept, rimborso totale” (rarissimo che accada se qualifichi bene il cliente)
- “Revisioni illimitate fino a soddisfazione completa” (con clausola “entro 30 giorni dalla consegna”)
- “Consegna garantita in X settimane o lavoro gratis” (se sei organizzato, il rischio è minimo)
Modello offerta a pacchetti (salva questo):
Package A – “Nome Evocativo” (€X):
3-5 deliverable principali + bonus piccolo + garanzia + tempo consegna
Package B – “Nome Evocativo” (€Y – circa 2x il Package A):
Tutto Package A + 3-4 deliverable aggiuntivi + bonus medio + assistenza estesa + tempo consegna
Package C – “Nome Evocativo” (€Z – circa 2x il Package B):
Tutto Package B + strategia/consulenza + deliverable premium + bonus importante + supporto VIP + tempo consegna
Prossimo passo: Prendi i 3 servizi che vendi più spesso. Per ognuno, crea 3 pacchetti (Base/Professionale/Premium) seguendo la struttura sopra. Scrivi cosa include ogni livello e il prezzo. Non servono grafiche, solo testo chiaro. (45 minuti)
Come chiedere tariffe alte da grafico senza perdere clienti
Chiedere €3.000-5.000 per un progetto spaventa. Non il cliente: te. La paura del rifiuto porta molti grafici ad abbassare preventivamente i prezzi. Ma esistono tecniche precise per presentare prezzi alti in modo che il cliente li percepisca come giusti.
Prima della chiamata: posizionamento
Il pricing inizia prima di parlare di prezzo. Se il cliente ti percepisce come “grafico economico”, nessuna tecnica di vendita salverà un preventivo alto. Il posizionamento si costruisce in tre modi.
1. Portfolio selettivo: Mostra solo i progetti migliori per clienti riconoscibili. Meglio 6 progetti eccellenti che 20 mediocri. Ogni progetto deve comunicare “lavoro con clienti seri che pagano bene”.
2. Case study con risultati: Non “ho fatto il logo per X”, ma “il rebranding che ho creato per X ha aumentato le richieste di preventivo del 45% nei primi 3 mesi”. Risultati quantificati cambiano tutto.
3. Specializzazione chiara: “Graphic designer per tutti” comunica prezzi medi. “Brand designer specializzato in hospitality luxury” comunica prezzi premium.
Durante la chiamata: scoperta del valore
Non parlare mai di prezzo prima di aver fatto queste domande:
- “Qual è l’obiettivo principale di questo progetto?”
- “Cosa succede se non risolvi questo problema nei prossimi 6 mesi?”
- “Quanto potrebbe valere per la tua azienda avere X?” (X = obiettivo che hai identificato)
- “Che budget hai allocato per questo progetto?”
Queste domande servono a due scopi. Primo: far capire al cliente che il valore è molto più alto del prezzo che chiederai. Secondo: scoprire il budget reale invece di tirare a indovinare.
La presentazione del prezzo
Quando presenti il preventivo, usa questa struttura:
1. Riassumi il problema e l’obiettivo: “Quindi se ho capito bene, il vostro obiettivo è posizionarvi come leader nel settore luxury wellness, e attualmente la brand identity non comunica il livello di servizio che offrite. Questo vi sta facendo perdere clienti high-end. Corretto?”
2. Presenta la soluzione prima del prezzo: “Quello che propongo è un rebranding completo che include…” (elenchi tutto quello che farai, i benefici, i risultati attesi).
3. Ancora il valore: “Un rebranding di questo livello per un’azienda della vostra dimensione ha un valore di mercato tra €15.000 e €25.000. Considerando che lavorate in un mercato premium dove anche un 10% di aumento del conversion rate significa €50.000+ di revenue aggiuntiva annua, l’investimento si ripaga ampiamente.”
4. Presenta il prezzo con sicurezza: “Il mio compenso per questo progetto è €8.500.” Punto. Silenzio. Non giustificare, non scusarti, non riempire il silenzio. Lascia che il cliente elabori.
Gestione obiezioni sul prezzo
Obiezione: “Costa troppo”
Risposta: “Capisco che sia un investimento importante. Torniamo un attimo sul valore: abbiamo detto che posizionarvi correttamente nel segmento premium potrebbe generare €50.000+ di revenue aggiuntiva. Rispetto a questo, €8.500 rappresentano il 17% del risultato atteso solo nel primo anno. Mi sembra che il ritorno sull’investimento sia molto favorevole. Sbaglio?”
Obiezione: “Altri costano meno”
Risposta: “Certamente ci sono grafici che chiedono meno. La domanda è: state cercando il prezzo più basso o il professionista giusto per un progetto così strategico per la vostra azienda? Io lavoro esclusivamente con aziende nel segmento premium che capiscono che il brand non è un costo ma un investimento strategico. Se per voi è solo una questione di prezzo, probabilmente non sono la persona giusta.”
(Sembra aggressivo, ma filtra perfettamente: i clienti seri apprezzano la fermezza, quelli da evitare se ne vanno da soli)
Obiezione: “Dobbiamo pensarci”
Risposta: “Assolutamente, è una decisione importante. Per aiutarvi, posso chiedervi: c’è qualcosa di specifico che vi preoccupa o non è chiaro? Preferisco chiarire eventuali dubbi ora piuttosto che lasciarvi nell’incertezza.”
(Questa domanda fa emergere la vera obiezione, che spesso non è il prezzo ma altro)
Riepilogo rapido:
- Il posizionamento giustifica il prezzo prima ancora di parlarne: portfolio selettivo, case study con risultati, specializzazione chiara
- Scopri sempre il valore prima di presentare il prezzo: fai domande che portano il cliente a quantificare quanto vale per lui il risultato
- Presenta prezzo con sicurezza e silenzio: niente scuse, niente giustificazioni, solo il numero e attesa della risposta
Prossimo passo: Scrivi il tuo script di presentazione prezzo per il tuo servizio principale. Segui la struttura: 1) Riassunto problema/obiettivo, 2) Soluzione dettagliata, 3) Ancoraggio valore, 4) Prezzo con sicurezza. Provalo ad alta voce 5 volte fino a che suona naturale. (30 minuti)
Quando e come aumentare le tariffe da grafico freelance
Molti grafici mantengono le stesse tariffe per anni. È un errore costoso che brucia capitale. Devi aumentare i prezzi regolarmente, anche quando hai paura di perdere clienti.
Il test del 20% per capire se le tue tariffe sono basse
Una domanda semplice: quando è stata l’ultima volta che hai aumentato le tariffe? Se sono passati più di 12 mesi, stai perdendo soldi. L’inflazione, l’aumento delle competenze, la crescita del portfolio: tutto giustifica aumenti regolari.
Il test è questo: domani, prova a chiedere il 20% in più sia ai clienti nuovi che a quelli storici in rinnovo. Qualcuno se ne andrà. La maggior parte, se soddisfatti del lavoro, accetterà senza battere ciglio. E tu avrai aumentato il fatturato del 20% senza cambiare nulla nel servizio.
Marco L., dopo aver raddoppiato il suo fatturato, non si è fermato. Ha continuato ad aumentare i prezzi ogni 6 mesi del 15-20%. Alcuni clienti vecchi hanno smesso di lavorare con lui. Li ha sostituiti con clienti nuovi che pagavano il doppio. In 18 mesi da €3.000 a €7.000 mensili.
La strategia della scatola piena
C’è un momento perfetto per alzare drasticamente i prezzi: quando hai troppi clienti. Ogni professionista ha una capienza massima di clienti che può seguire bene contemporaneamente. Ipotizziamo 8-10 progetti attivi.
Quando la tua “scatola” è piena e arriva un nuovo cliente, hai due opzioni sbagliate: 1) Rifiutare a prescindere, bruciando l’opportunità. 2) Accettare allo stesso prezzo, sovraccaricandoti.
L’opzione giusta: chiedere il doppio. “Al momento ho il calendario pieno fino a marzo. Posso inserirvi prima solo con un premium di priorità che porta il progetto da €3.500 a €6.500.”
Due scenari. Il cliente rifiuta? Perfetto, la tua scatola era già piena. Nessuna perdita. Il cliente accetta? Ottimo, hai guadagnato il doppio per lo stesso lavoro. E quel prezzo diventa la tua nuova tariffa standard.
Ripeti questo processo ogni 6-12 mesi. Cambi gradualmente i clienti nella scatola, sostituendo quelli vecchi a prezzo basso con nuovi a prezzo alto. In 12-18 mesi puoi raddoppiare il fatturato mantenendo lo stesso carico di lavoro.
Come comunicare l’aumento ai clienti esistenti
Per i clienti ricorrenti, l’aumento va comunicato con anticipo e giustificazione chiara. Usa questa formula:
“Ciao [Nome], volevo informarti che da [data tra 30-60 giorni] aggiornerò le mie tariffe. Il tuo progetto mensile passerà da €X a €Y. Questo aumento riflette la crescita delle mie competenze e della qualità del servizio che ho potuto offrirti negli ultimi [tempo]. Spero tu possa comprendere e che possiamo continuare a lavorare insieme. Fammi sapere se hai domande.”
Alcuni se ne andranno. Non è un problema. Stai filtrando i clienti che ti valutano solo sul prezzo. Quelli che restano sono quelli giusti: apprezzano il lavoro, non vogliono ricominciare con qualcun altro, il rapporto di fiducia vale più del 20% di differenza.
5 segnali che devi rivedere subito il tuo listino prezzi
Ci sono segnali chiari che le tue tariffe sono troppo basse:
- Chiudi oltre il 70% dei preventivi che mandi → i prezzi sono bassi, stai lasciando soldi sul tavolo
- I clienti accettano senza negoziare → potresti chiedere il doppio
- Hai troppi progetti e devi rifiutare lavoro → la domanda supera l’offerta, aumenta
- Lavori con clienti che non rispettano il tuo tempo → i clienti low-budget sono sempre i più esigenti
- Non hai aumentato da oltre 12 mesi → stai perdendo contro l’inflazione
Se vedi anche solo uno di questi segnali, aumenta i prezzi del 30-50% da domani. Sembra drastico, ma è ciò che serve per sbloccare la crescita.
Prossimo passo: Apri il tuo documento prezzi. Aumenta TUTTE le tariffe del 20% per i nuovi clienti da oggi. Poi identifica 2-3 clienti ricorrenti e prepara l’email di comunicazione aumento usando il template sopra. Inviala entro 7 giorni. (15 minuti)
Trasforma le tariffe in un business prevedibile: il sistema completo
Abbiamo parlato di come calcolare le tariffe, come passare dal modello orario al valore, come strutturare pacchetti, come presentare prezzi alti. Ma tutto questo è inutile senza un sistema che genera clienti in modo prevedibile.
Il problema di molti grafici non è il pricing. È l’assenza di un sistema di acquisizione clienti. Aspettano che arrivino, sperano nel passaparola, si affidano al caso. Poi quando arriva un potenziale cliente, hanno paura di chiedere il prezzo giusto perché “non so quando arriverà il prossimo”.
I tre pilastri del sistema
Pilastro 1: Posizionamento specializzato
Smetti di essere “graphic designer”. Diventa “brand designer per hotel boutique” o “packaging designer per brand food premium” o “UI designer per SaaS B2B”. La specializzazione ti permette di chiedere 2-3x la media perché diventi l’esperto in quella nicchia specifica.
Pilastro 2: Acquisizione clienti attiva
Non aspettare che i clienti ti trovino. Cercali attivamente. Il Social Funnel combina tre canali: contenuti (2-3 post settimanali su LinkedIn che mostrano progetti e risultati), outreach (10-15 messaggi personalizzati a settimana a potenziali clienti ideali), advertising (opzionale, per amplificare i contenuti migliori). Questo sistema genera 5-10 call qualificate al mese.
Pilastro 3: Vendita strutturata
La chiamata di vendita non è improvvisazione. Segui un processo in 9 fasi: preparazione pre-call (ricerca sul cliente), apertura e rapport, discovery approfondita (scopri problema e valore), amplificazione del dolore (fai capire costo di non agire), presentazione soluzione (package appropriato), gestione obiezioni, chiusura, follow-up. Con questo processo chiudi il 40-60% delle call vs il 10-20% improvvisando.
Il percorso completo (90 giorni):
Settimana 1-2: Definisci posizionamento, crea 3 pacchetti chiari, calcola pricing basato su valore
Settimana 3-6: Acquisizione intensiva – 50+ contatti personalizzati, pubblica 8-12 contenuti portfolio, obiettivo 5-8 call
Settimana 7-10: Ottimizza vendita – registra call, analizza obiezioni, affina presentazione, chiudi primi 2-3 progetti a nuovo pricing
Settimana 11-12: Scale – documenta processi, crea template, aumenta volume outreach, obiettivo 8-10 call/mese e 3-4 chiusure
Risultato atteso: 3-5 nuovi clienti a prezzi 2-3x superiori ai vecchi, sistema prevedibile che genera 300-500 contatti/mese
Il percorso da €2.000 a €5.000-8.000 al mese non richiede anni. Richiede il sistema giusto applicato con costanza per 3-6 mesi. I grafici che ho visto crescere di più non sono i più bravi tecnicamente. Sono quelli che hanno implementato il sistema completo.
Risorse gratuite per grafici freelance
Se vuoi evitare gli errori più comuni che bloccano la crescita dei grafici freelance, ho preparato una masterclass gratuita dove ti mostro i 10 errori critici che impediscono di crescere e come evitarli sistematicamente.
Cosa troverai dentro:
- I 10 errori più comuni che commettono i grafici freelance (e come riconoscerli nella tua attività)
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Domande Frequenti (FAQ) sulle tariffe grafiche
Il costo di un grafico freelance in Italia varia in base a esperienza, specializzazione e tipologia di progetto. Un grafico entry level (0-2 anni) applica tariffe tra €25 e €40 all’ora, mentre un professionista mid level (2-5 anni) si posiziona tra €40 e €70 all’ora. I grafici senior specializzati in nicchie specifiche possono superare €100 all’ora.
Per i progetti completi, i prezzi partono da €500-1.000 per un logo base fino a €5.000-12.000 per una brand identity completa. Il fattore determinante non è solo il tempo impiegato, ma il valore generato per il cliente: un logo per una azienda multinazionale vale significativamente di più dello stesso lavoro per un piccolo negozio di quartiere.
Nel 2025 il listino grafico freelance in Italia prevede queste fasce di prezzo indicative:
– Logo design: €500-5.000+ a seconda della complessità e dell’esperienza del professionista
– Brand identity completa: €1.500-12.000+
– Biglietti da visita: €150-600
– Brochure e cataloghi: €250-6.000 in base al numero di pagine
– Packaging singolo prodotto: €800-3.500
– Social media templates: €300-1.200 per set
– UI design landing page: €800-1.500
Questi prezzi rappresentano un punto di partenza: la specializzazione verticale in settori premium (luxury, tech, hospitality) può giustificare tariffe 2-3 volte superiori alla media.
Per determinare quanto chiedere per un lavoro di grafica, devi prima calcolare la tua tariffa minima di sopravvivenza partendo dalle spese mensili. Dividi il fatturato lordo annuo necessario (spese nette divise per 0,70) per le ore operative annue (circa 1.380). Questo ti dà il pavimento sotto cui non scendere mai.
Il passo successivo è passare dal prezzo orario al pricing basato sul valore: quanto vale il risultato per quel cliente specifico? Un rebranding per un’azienda che investe €150.000 in un locale ha un valore molto diverso rispetto allo stesso lavoro per un’attività locale. La domanda chiave da porti è: quanto potrebbe guadagnare o risparmiare il cliente grazie al mio lavoro?
Per calcolare la tariffa oraria da grafico freelance, parti dalle tue spese mensili totali (affitto, bollette, trasporti, imprevisti) e moltiplicale per 12. Dividi il totale per 0,70 per ottenere il fatturato lordo necessario, considerando circa il 30% di tasse in regime forfettario.
Poi calcola le ore operative annue realistiche: circa 230 giorni lavorativi moltiplicati per 6 ore fatturabili al giorno (il resto va in amministrazione, acquisizione clienti, formazione), ovvero circa 1.380 ore. Dividi il fatturato lordo per le ore operative e otterrai la tua tariffa oraria minima. Attenzione: questa cifra serve solo per i tuoi calcoli interni, al cliente conviene sempre presentare pacchetti a prezzo fisso basati sul valore.
Il prezzo a progetto è quasi sempre preferibile alla tariffa oraria per un grafico freelance. La tariffa oraria presenta tre problemi strutturali: impone un tetto massimo ai guadagni (anche lavorando sempre), penalizza chi diventa più efficiente (più sei bravo, meno guadagni per lo stesso risultato) e ti posiziona come risorsa intercambiabile anziché come professionista specializzato.
Il pricing a progetto, basato sul valore generato per il cliente, ti permette di guadagnare in base all’impatto del tuo lavoro e non al tempo impiegato. Un rebranding che genera €50.000 di revenue aggiuntiva per il cliente vale molto di più delle ore che ci hai dedicato.
Un preventivo efficace da grafico freelance non elenca ore e costi, ma presenta soluzioni a problemi specifici del cliente. La struttura ideale prevede: riepilogo del problema e dell’obiettivo del cliente, descrizione dettagliata della soluzione proposta con tutti i deliverable inclusi, timeline di consegna, e prezzo presentato con sicurezza dopo aver ancorato il valore.
Prima di inviare il preventivo, fai sempre una discovery call per scoprire il budget reale del cliente e quantificare il valore del progetto per la sua attività. Struttura l’offerta in 2-3 pacchetti (Base, Professionale, Premium) per semplificare la decisione e aumentare il valore medio per cliente.



